agosto 2008

a. XIV, n. 4  [80]

 

 

Sardegna. Ecco tua madre

di Paolo Apeddu

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 AGOSTO 2008

Qualche mese fa il simulacro della Madonna di Bonaria ha compiuto nelle varie diocesi dell'Isola un toccante pellegrinaggio molto seguito dai fedeli. Ricorre infatti il centenario della proclamazione di N. S. di Bonaria come Patrona Massima della Sardegna.

Ripercorriamone i momenti salienti, in attesa che, fra qualche giorno, la Sardegna viva un altro importante momento per la sua storia: il pellegrinaggio ai piedi di Nostra Signora di Bonaria dell’attuale papa Benedetto XVI.

La mattina del 7 settembre, in occasione del centenario della proclamazione a Patrona Massima della Sardegna, il papa presiederà la Concelebrazione Eucaristica, e la sera incontrerà, nel largo Carlo Felice, i giovani e le giovani della Sardegna.


Quest’anno tutte le diocesi Sarde sono state impegnate dalla “Visitazione” che la Madonna di Bonaria ha fatto per le strade dell’Isola. Come dopo l’Annunciazione si recò in visita alla cugina Elisabetta, oggi a distanza di 2000 anni Maria si reca servizievole a trovare quanti le hanno aperto la casa, giovani, religiosi, malati e carcerati.

Chi ha avuto la gioia di vivere anche se per pochi giorni la peregrinatio di questa effige sacra ha colto molto più che una semplice processione di una statua seppur bella. La Madonna stessa si è fatta vicina a quanti, nella nostra amata terra sarda, soffrono ogni giorno in un letto di ospedale, a quanti per atti non civili si ritrovano chiusi in carceri e istituti correttivi, a tutti singolarmente si è mostrata come la più tenera tra le madri.

Non si poteva rimanere impassibili davanti alle migliaia e migliaia di braccia tese che i sardi, da ogni dove tendevano (e tendono) verso la Madonna; anche a noi, oggi Gesù ripete quello che aveva detto in Croce rivolgendosi a Maria: «Donna, ecco tuo figlio!», e al discepolo Giovanni: «Ecco la tua Madre!». (Gv 19,26-27). Sembra volerci dire ancora: Sardegna, ecco tua Madre! E così sempre ci si è rivolti in qualsiasi situazione lieta o triste della nostra vita isolana.

Il pellegrinaggio (voluto in occasione del centenario della proclamazione di N. S. di Bonaria a Patrona Massima della Sardegna) ha favorito inoltre un rafforzamento del legame filiale che sempre ci deve essere da parte dei Cristiani nei confronti di Colei che in tutto si è fatta serva umile e obbediente di Dio, a chi non potrà recarsi pellegrino a Cagliari, la Madonna stessa le va incontro.

Ma perché la venerazione particolare di Maria sotto questo titolo? A onor del vero, tale culto è poco diffuso nel nord Sardegna, ma rimane comunque interessante conoscere brevemente la storia della nascita di questo titolo a Signora di Bonaria. Sul colle di Bonaria, nel 1324 gli Aragonesi costruiscono il loro Quartier Generale e iniziano l’opera di assedio della città di Cagliari a seguito della conquista dell’Isola dopo che, nel 1297, il papa Bonifacio VIII, istituendo il nuovo “Regnum Sardiniae et Corsicae”, concede le due isole a Giacomo II d’Aragona.

Imperversa nelle acque del golfo cagliaritano una violenta tempesta, e una nave diretta verso la penisola italica si trova in serie difficoltà e il comandante, pur di salvare l’imbarcazione con i marinai, fa gettare le merci in mare. Tra le tante cose fu gettata una cassa dalla provenienza e il contenuto ignoto. Miracolosamente la tempesta si placcò e quella cassa si arenò nella spiaggia sottostante il colle di Bonaria; era il 25 marzo 1370.

Molta folla, osservando l’accaduto, poiché misteriosamente pure la nave non riuscì a riprendere la rota ma fu deviata verso il porto, accorse sulla riva. Nessuno dei presenti riuscì ad aprire la cassa. Un bambino, osservando lo stemma impresso, che riproduceva quello dei Padri Mercedari stabilitisi anni prima sul colle, esclamò: «Chiamate i frati della Mercede!». Senza nessuna difficoltà i frati presero sulle spalle la pesante cassa e la portarono sin sulla chiesa. Qui in un clima di silenzio e stupore fu svelato a tutti il contenuto. Tutti rimasero sbalorditi nel vedere una bellissima statua della Madonna con il Bambino in braccio e con una candela accesa in mano. Da quel giorno andò sempre aumentando la venerazione nei confronti della Vergine Maria.

Lo splendido simulacro, esposto tutt’oggi nell’altare del Santuario, è stato ricavato da un unico pezzo di tronco di carrubo ed è alto 1,56 cm.; avvolta in uno splendido manto regale finemente decorato, la Madonna presenta ai fedeli il Bambino benedicente, nudo, Re e Signore dell’Universo, e nell’altra mano una candela sempre accesa, a significare che Cristo è la Luce del mondo, e una navicella in ricordo della provenienza miracolosa dal mare, ed anche perché la Madonna di Bonaria è la protettrice dei naviganti.

Accanto al Santuario sorge la splendida Basilica, massimo tempio cristiano della Sardegna. All’interno si resta colpiti dalla sua luminosità, dalla grandiosità delle strutture, dalla maestosità dell’altare basilicale.Fu istituita “Basilica minore” con Breve papale di Pio XI nel 1926, anno della fine dei lavori iniziati nel lontano 1704. Nel bombardamento di Cagliari, il 13 maggio 1943, la Basilica perse tutte le decorazioni e gran parte delle cornici e degli intonaci.

Nel 1947 furono subito iniziati i lavori di restauro che ci presentano la Basilica come oggi la contempliamo.

Tanti sono i fedeli che lungo i secoli si sono recati pellegrini al Colle di Bonaria e, inginocchiati, hanno pregato la Madonna. Significativi però sono i ruoli che hanno avuto per la storia del Santuario i vari papi. Primo fra tutti il Beato Pio IX che, in occasione del quinto centenario dell’arrivo prodigioso del simulacro, ne decretò l’incoronazione. La celebrazione si svolse il 24 aprile del 1870 ad opera di Mons. Giovanni Iacovacci, vescovo di Eritrea, delegato del Capitolo Vaticano.

Sin dal suo arrivo nel 1370, tutti i Sardi hanno considerato Maria protettrice della loro Terra e delle loro Genti, fu così che il 13 settembre 1907 il papa San Pio X, accogliendo i voti e le suppliche dell’episcopato, del clero e del popolo sardo, proclama solennemente Nostra Signora di Bonaria, Patrona Massima della Sardegna. Il cardinale Pietro Maffi, Arcivescovo di Pisa, presiede in rappresentanza del papa la solenne cerimonia.

Il 22 aprile del 1926 il cardinal Gaetano Bisleri, rappresentante del papa, presiede la consacrazione della Basilica e la sua apertura al culto.

A seguito del furto delle corone, il papa Pio XI dona un prezioso anello da incastonare nelle nuove corone poste in sostituzione di quelle trafugate.

Nel 1958, il papa Pio XII invia un radio messaggio in diretta dalla Radio Vaticana collegati con la RAI; oltre centomila persone ascoltano commosse la parola del Vicario di Cristo.

Nel 1970 un grande desiderio animava molti sardi, quello di vedere un papa pellegrino in Terra Sarda (due vi sono già stati nei primi secoli dell’era cristiana, ma prigionieri ad metallam), così il 24 aprile dello stesso anno, il papa Paolo VI, sul sagrato antistante la Basilica, celebra l’Eucaristia. Migliaia e migliaia i presenti, e a tutti il papa rivolge un discorso tra i più belli e importanti da un punto di vista teologico in particolare per la Mariologia (ramo della scienza teologica che si occupa della figura di Maria di Nazareth Madre di Gesù). Così si esprime il papa: «Se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani, cioè dobbiamo riconoscere il rapporto essenziale, vitale, provvidenziale che unisce la Madonna a Gesù, e che apre a noi la via che a lui ci conduce».

Un altro momento di gioia è il 20 ottobre 1985, il Papa Giovanni Paolo II visita l’Isola; riguardo alla Madonna dice nell’omelia: «Da Lei abbiamo ricevuto Cristo e mediante Lei possiamo più facilmente andare a Cristo. È il pensiero che anch’io voglio lasciarvi, come ricordo di questo mio pellegrinaggio: la devozione alla Madonna fa parte essenziale dei doveri di un cristiano».