aprile 2008

a. XIV, n. 2  [78]

 

 

Dalla cenere al fuoco

 

di Tore Nieddu

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 APRILE 2008

“Sono meditazioni di notti insonni e di viaggi in aereo.

E’ gioia da condividere con tutti”.

 

 

In questi termini padre Serra mi ha parlato della sua ultima fatica letteraria o meglio la seconda, speriamo non ultima, della sua esperienza personale di spiritualità che ha voluto condividere con tutti noi.

Mi sembra di vederlo, muoversi negli aeroporti dei vari continenti, pieno di entusiasmo alla partenza, forse pensieroso e preoccupato al rientro, ma sempre pieno di speranza, animato da quello zelo che ha sorretto i Profeti del Vecchio Testamento, i discepoli del Nuovo Testamento, i nuovi Profeti del nostro tempo di cui P. Serra fa parte a pieno titolo.

Il linguaggio del libro è semplice, ma proprio in questa chiarezza e in questa semplicità sta la sua profondità. Tutto ciò nasce dalla sete insaziabile di evangelizzazione, da una concezione di missionarietà che lo porta ai popoli lontani, senza dimenticare i fratelli vicini, noi stessi per primi, tutti uniti in quel mirabile e imperscrutabile disegno di salvezza e di misericordia di Dio Padre che si concretizza nella Redenzione del Figlio, nella pienezza dello Spirito Santo.

Questo è “Dalla cenere al fuoco” una lettura piacevole, ma al tempo stesso impegnativa che ci aiuta a percorrere, non da soli, il cammino quaresimale, dalla cenere, fino al fuoco della Pentecoste. Anche la struttura del libro appare sapientemente articolata in diversi momenti: Meditiamo, Ascoltiamo, Preghiamo. E’ lo schema prediletto di P. Serra, uno schema concreto, produttivo, che mira al profondo del cuore di ciascun lettore o di chi ascolta le sue omelie, caratterizzate sempre da uno schema simile. Nella prima parte ci confrontiamo con la parola di Dio, nella riflessione, nella lettura della liturgia del giorno. Nella seconda parte ascoltiamo questa parola che ci interroga sulla nostra vita, sull’autenticità della nostra fede, sul desiderio di conversione, sui modi farisaici di intendere il digiuno e la penitenza, sulla superbia della nostra preghiera, sulla mancanza di giustizia e di amore. Nella terza parte l’ascolto diventa preghiera, per la difficoltà di mettere in pratica e rendere viva la parola ascoltata, di amare senza frontiere come Dio ama, per cambiare radicalmente mentalità, nella realizzazione di una fede che rende liberi e aperti agli altri, una preghiera che sorregga nei momenti di deserto e silenzio di Dio quando ci viene di chiederci “Fino a quando?... Dove sei Signore?… Perché mi hai abbandonato?” Così viene presentato questo cammino, dal mercoledì delle Ceneri fino al giorno di Pentecoste. Tale cammino si identifica con le lettere della parola Missione intesa come Messaggio, quello della Buona Novella, come Incontro con i fratelli con i quali percorrere la Strada della fede e della conversione, il Sogno da realizzare, chi non sogna non vive, solo i monti non sognano, una realizzazione attraverso un forte Impegno, lo spingersi sempre Oltre i nostri particolarismi ed egoismi, la Novità sempre presente nel messaggio evangelico, nella concretezza della sua realizzazione, l’Entusiasmo che deve accompagnare il nostro cammino, il nostro desiderio di riprendere dopo ogni interruzione questa strada, la voglia di risorgere e camminare… Oltre!

Questa è la nostra missione, come dice P. Serra nell’introduzione al suo libro, questo “è lo stesso cammino che dobbiamo percorrere: dal nostro Emmaus, al mondo di Dio in Gerusalemme, dalle ceneri del Mercoledì al fuoco della Pentecoste, accompagnati da Cristo, Via, Verità e vita”.