aprile 2008

a. XIV, n. 2  [78]

 

 

La Banda bernardo De Muro [57]

 

Raimondo Dente intervista Fabio Aini

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 APRILE 2008

In sa banda amus connottu

lizos, rosas e fiores

germogliare cun sos annos.

De ammirare sos mannos

dechidos sun sos minores.

Bell’es su minore ‘e tottu.

 

L'orologio aveva scandito da poco le tre del pomeriggio. I raggi del sole si riflettevano sulla statua della Madonna a Funtana Inzas e ne facevano risplendere il volto.

Una folla imponente continuava ad accalcarsi sulla casa di fronte alla statua.

Ad uno ad uno i musicanti, in silenzio, consci del loro dolore, si radunavano a poca distanza.

Vidi arrivare questo scolaretto, come diciamo noi un’istudenteddu in divisa da musicante, con la tromba in mano; gli chiesi da quanto tempo era in banda e mi sentii rispondere:

– In banda sono dal 2005, ma ho iniziato il solfeggio a cinque anni che ancora non sapevo né leggere né scrivere.

Gli chiesi se potevamo parlare, per raccontare la sua storia e rispose:

– Proprio io, che sono il più piccolo?.

Ma il rintocco delle campane echeggiava Sas Allegrias; significava che fra poco il sacerdote, don Delogu, sarebbe apparso per dare la benedizione alla salma di Tore Meloni, padre del prof. Antonio, maestro della Banda.

Tutto in perfetto orario, dopo la benedizione le note musicali echeggiarono accompagnando il defunto all’ultima dimora.

Giorni dopo ho incontrato nuovamente Fabio Aini che, grazie alla sua disponibilità, ci ha rilasciato queste dichiarazioni che siamo lieti di leggere.

 

Racconta la tua storia musicale

Ho iniziato a studiare la musica molto presto. Avevo quasi cinque anni quando i miei genitori hanno chiesto al prof. Tore Grixoni se potevo iniziare a prendere lezioni di musica. Acconsentì molto volentieri e così iniziai il mio percorso.

Veniva a casa una volta alla settimana e con molta pazienza e professionalità mi insegnò a solfeggiare quando ancora non sapevo né scrivere né leggere.

Dopo un anno circa consigliò ai miei genitori di acquistare uno strumento, il piano, essendo il più adatto alla mia età. Così studiai teoria e strumento fino ai nove anni.

Intanto avevo terminato il corso di solfeggio e Maestro Tore voleva che mi iscrivessi al Conservatorio, per dare l’esame di teoria. Questo mi faceva un po’ paura, e non ci andai.

Intanto che crescevo avevo sempre meno voglia di giocare con i miei amici. Dissi ai miei genitori che volevo abbandonare i miei studi, però non erano d’accordo; era un peccato lasciar perdere tutto.

Così cambiai strumento; iniziai a suonare la tromba e prof. Grixoni mi insegnò a suonare per un altro anno, ma si accorgeva sempre più che non avevo tanta voglia di studiare e continuare a prendere lezioni di musica.

 

Come, quando e perché sei entrato a far parte della Banda?

Quando il maestro Tore Grixoni consigliò ai miei genitori di iscrivermi alla Banda Bernardo De Muro perché forse, facendo parte di un “gruppo” sarei stato più stimolato a continuare.

Così, nel 2005, sono entrato a far parte della Banda.

 

Chi era il tuo maestro quando hai iniziato ? E quale è stata la prima volta che hai suonato in banda ?

Ho frequentato per un anno circa il corso bandistico e il perfezionamento dello strumento sotto la guida del maestro Antonio Meloni. All’età di quasi undici anni ho esordito il giorno della Santa Pasqua, nell’aprile del 2006.

Ero molto emozionato, anche perché quel giorno mi affiancava con la sua tromba Paolo Fresu. Quindi emozione per la prima volta e doppia emozione per avere avuto al mio fianco Paolo.

 

Racconta la prima gita e ricorda quale ti è rimasta più impressa.

Poco dopo l’esordio mi pare che il primo servizio l’ho fatto ad Alà dei Sardi per la festa patronale.

Mi era piaciuta molto la processione di San Simplicio ad Olbia, ma ancora di più quelle a mare, sopra i battelli, come a Porto San Paolo e a Cannigione.

 

Dai un tuo giudizio sulla banda e su coloro che ne fanno parte.

Ora faccio parte della banda Bernardo De Muro da quasi tre anni. Mi sono inserito subito, grazie ai suoi componenti.

E’ un gruppo molto affiatato e tutti mi hanno messo subito a mio agio, dal più anziano al più giovane, ma soprattutto il suo direttore, Maestro Antonio.

 

La Banda è alla soglia dei cento anni! Esponici un tuo pensiero e un tuo consiglio ai giovani come te.

Spero di avere ancora voglia di continuare a suonare per molto tempo, anche se ogni tanto preferisco fare altro… Allora i miei genitori continuano a dirmi che non posso abbandonare tutto e che si può trovare il tempo per fare ogni cosa.

Non lo so se i giovanissimi come me sono molto interessati ad entrare nella banda; forse devono essere un po’ spinti dai genitori, come hanno fatto i miei.

 

Qual è il tuo pensiero sulla sofferenza che c’è oggi nel mondo?

Mi dispiace molto che tanta gente soffra. La banda si esibisce anche per questo.

Poco tempo fa abbiamo suonato in concerto al teatro Santa Croce, per beneficienza. I fondi erano destinati al reparto di pediatria dell’ospedale “Antonio Segni” di Ozieri.