agosto 2006

a. XII, n. 4  [67]

 

 

Cantina Giogantinu

di Giuseppe Sini

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 AGOSTO 2006

Significativi riconoscimenti sono stati attribuiti anche di recente ai prodotti della cooperativa Giogantinu di Berchidda.

La qualificata pubblicazione Annuario dei migliori vini italiani curato dal giornalista televisivo ed esperto di settore Luca Maroni ha ritenuto il Vermentino Karenzia 2005, prodotto da vigne storiche, meritevole di essere inserito tra i migliori a livello nazionale. Su questo vino, a suo tempo, l’apprezzato enologo della cooperativa Enzo Michelet aveva espresso i suoi giudizi più lusinghieri “ E’ il vino che mi ha dato maggiori soddisfazioni perché sprigiona profumi inconfondibili e diversificati”. Dello stesso parere Piero Dente primo collaboratore di Enzo Michelet “Siamo riusciti nell’intento di realizzare un vino bianco dai sapori complessi, ma piacevoli, che durasse rispecchiando le tipicità del territorio. Il nostro studio iniziato una decina di anni fa non avrebbe ottenuto questi risultati senza la fattiva collaborazione dei viticoltori”. Al termine dello scorso anno questo vino era stato selezionato e premiato ai Gourmet’s Wine Festival importanti rassegne internazionali di Monaco e di Vienna.

Un ulteriore motivo di compiacimento è dato dal riconoscimento conseguito dal vino passito nella IV rassegna nazionale di vini passiti provenienti da 19 regioni italiane tenutasi a Volta Mantovana. La presentazione dell’evento si è tenuta al circolo della stampa di Milano con la partecipazione di una trentina di giornalisti di testate nazionali e di riviste del settore ed ampio rilievo è stato dato dalle televisioni nazionali, locali e da diversi siti internet. La manifestazione è stata visitata da oltre 10.000 persone ed è stata coordinata da Edoardo Raspelli (giornalista conduttore di MelaVerde), Paolo Lauciani (giornalista, sommelier, conduttore della rubrica Gusto del TG5) e Osvaldo Murri (giornalista, analista sensoriale e collaboratore della trasmissione “Vivere meglio”). Nella rassegna ogni vino è stato catalogato ed esposto in apposite bacheche ed accompagnato da una scheda tecnica con le caratteristiche salienti. Sommelier professionisti hanno accompagnato curiosi e degustatori nel raffronto e nella scoperta delle principali caratteristiche dei diversi prodotti.

Durante la rassegna sono stati ufficializzati i risultati di un’indagine sull’interesse dei giovani per il vino. Tra i rossi i nomi più conosciuti sono risultati il chianti (oltre il 90%) e il pinot (90%). Tra i bianchi il vermentino è conosciuto dal 53 % dei consumatori intervistati; più noti il prosecco (86%), il moscato (84%) e lo chardonnay (82%). La percentuale dei conoscitori del vermentino è risultata alta in rapporto alla dimensione strutturale delle aziende produttrici di moscato e di prosecco, alla dimensione mondiale dello chardonnay e ai massicci investimenti pubblicitari che accompagnano questi prodotti. Le aziende che producono il vermentino sono, infatti, di dimensioni medio piccole e pertanto non sono in grado di impegnarsi in grandi investimenti pubblicitari. Secondo Pier Paolo Lorieri piace al consumatore del vermentino “la qualità e il gusto mediterraneo, differente per area di produzione, ma con toni salini e speziali che tengono l’acquolina in bocca”.

“Siamo orgogliosi di questi riconoscimenti – sottolinea il presidente Sergio Crasta – che attestano l’attenzione e la cura che da sempre ha caratterizzato i prodotti della nostra cooperativa”.

Una notizia che non potrà non rallegrare i consumatori dei prodotti con lo storico marchio Giogantinu è la commercializzazione iniziata di recente del mirto, della grappa, dell’olio extravergine d’oliva con monocultivar bosana e, in futuro, di pane carasau e di formaggio. Questi prodotti si inseriscono in una prospettiva commerciale che vedeva penalizzata la cooperativa soprattutto nella grande distribuzione della penisola, che da qualche tempo richiedeva di accompagnare i tradizionali vini con i prodotti classici della nostra regione. Capitava non di rado che un distributore dovesse rivolgersi ad altri produttori per far fronte alle proprie esigenze commerciali. Dopo il rinnovamento e la diversificazione dei prodotti enologici si aggredisce il mercato anche in altri campi con prospettive moderne e imprenditoriali. Amministratori e soci confidano che la nuova scommessa commerciale fondata sulla qualità e sulla bontà dei prodotti gratifichi l’impegno degli operatori locali.